Cercola – Piscina via Europa, ombre sul permesso a costruire: Barone – Fiengo non portano la convenzione in consiglio comunale

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imageAll’interno si pubblica l’ articolo della testata < Il secolo nuovo . com > del 25 Luglio 2015  per informare la cittadinanza cliccare sul tasto <LEGGI TUTTO> per una visione completa

Nell’occhio del ciclone la volontà del sindaco Fiengo, del capo del consiglio comunale Barone e dell’assessore Meandro, di non aver volontariamente assolto alle indicazioni del responsabile comunale Anticorruzione….

Cercola (Na). - Tante ombre spuntano fuori all’indomani della pubblicazione sul sito ufficiale del Comune di Cercola  dell’avviso di rilascio alla Violante Costruzioni del permesso a costruire n.17/ 2015 ,   relativo alla costruzione in via Europa di una piscina  e di un megaedificio – 1.000mq di superficie – –  adibito ad attività amministrativa , funzionale alla piscina. Lo spazio dove sarà edificato anche questo palazzone  amministrativo è  individuato dall’attuale Piano Regolatore Generale come zona C1, dove sono possibili interventi di privati tesi a realizzare servizi di esclusivo interesse pubblico. L’impatto ambientale sarà fortissimo: tante abitazioni si vedranno sfumare la magica veduta del Vesuvio dai propri balconi, come d’altronde l’intera veduta nè soffrirà  l’edificazione di questo immobile, che incuriosisce per  la sua “monumentalità”,  visto che dovrà ospitare “soltanto” gli uffici amministrativi funzionali all’attività della piscina.

Ad accendere il dibattito su questo provvedimento amministrativo, emesso dall’ingegner Ciro De Luca Bossa, attuale capo dell’Ufficio Tecnico Comunale, è stata la mancata presentazione in consiglio comunale della convenzione , intesa dagli art. 55 e 102 delle  norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore Generale, quale atto propedeutico e fondamentale  per il rilascio del permesso a costruire. Ecco, in merito, cosa recita puntualmente l’art.55 delle norme tecniche di attuazione del vigente PRG: “La convenzione dovrà definire , oltre i contenuti del previsto scambio pubblico-privato, gli impegni che il privato realizzatore dovrà rispettare per garantire nel tempo le caratteristiche funzionali previste e la modalità d’uso da parte di specifiche categorie di utenti individuati dal Comune, affinchè le opere si configurino di interesse pubblico pur nel rispetto dei criteri di redditività dell’investimento” La dott.ssa Maria Rosaria impresa, segretario generale del Comune di Cercola, nonchè responsabile del servizio Anti Corruzione, ha   “tempestivamente” comunicato   per iscritto al sindaco Vincenzo Fiengo, al presidente del consiglio comunaleVincenzo Barone ed all’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Meandro che la procedura di formazione della convenzione , riguardante il permesso a costruire in oggetto, prevede il passaggio obbligatorio  in consiglio comunale.  Mentre ad oggi, invece,  la convenzione tra la Violante Costruzione e  l’ingegner in rappresentanza del  Comune di Cercola è stata stipulata  con un semplice atto , rientrante nello schema tipo della convenzione scaturito dalla delibera di consiglio comunale del 15 ottobre del 2004, mancante, però, della partecipazione nell’atto, relativamente all’autorizzazione del rogito notarile, della stessa dott.ssa Imprese che in coerenza con quanto ha espresso in passato ha ritenuto che la validità dell’atto di convenzione deve maturare in consiglio comunale, organo deputato per Statuto e caratteristica a tutelare e garantire l’interesse pubblico derivante da queste concessioni edilizie. Infatti, il comune ha rilasciato questa concessione edilizia,  ma non si riesce a comprendere, e nemmeno sapere,  cosa ci ha guadagnato il comune di Cercola in termini di interesse pubblico? Nulla è dato sapere in merito, visto che i rappresentanti del popolo, i consiglieri comunali, sono stati sottratti dal controllo e dall’attività di formazione dell’indirizzo politico sul fronte dell’interesse pubblico di interventi privati, attività perentoriamente sancita e garantita dai dettati normativi del PRG .  Risulta strano anche il fatto che l’ingegner capo abbia stipulato una convenzione, dove si stenta a comprendere la tutela dell’interesse pubblico, quando lo stesso ed  in diverse note ha informato in questi anni il sindaco Fiengo, il presidente del consiglio comunale Barone e l’assessore Meandro  che era necessario d provvedere tempestivamente  ad andare  in consiglio comunale per portare  in discussione ed in presa d’atto la convenzione.

“L’iter procedimentale propedeutico alla stipula della convenzione urbanistica stabilisce  che la competenza in materia è di competenza dell’organo consiliare”, ecco quanto espresso e sancito dal segretario comunale, nonchè responsabile del servizio Anti Corruzione, relativamente alle richieste di chiarimento inviate dal sindaco Fiengo, dal presidente del consiglio comunale Vincenzo Barone e dall’assessore all’urbanistica Riccardo Meandro. Le note inviate agli amministroatir comunali dal responsabile Anti Corruzione  hanno questi riferimenti di protocollo: n. 4339 del 01.04.2014 ; n. 6469 del 19.05.2014 e 17.06.2014. Anche l’ingegner capo dell’UTC ha, in  diverse occasioni, posto all’attenzione di Fiengo, Meandro e Barone l’invito di portare tempestivamente in consiglio comunale lo schema di convenzione contenuto nelle deliberw di giunta municipale n. 64 e n.70 del 2012, poi le stesse  si son dovute revocare , per effetto dall’annullamento  della Variante alle norme  teciche di attuazione al vigente PRG disposta dal  tar Campania . La politica di maggioranza e gli organi di governo non hanno risposto agli inviti del segretario comunale e del capo dell’UTC: niente consiglio comunale per la convenzione. Nel frattempo,  a gennaio 2015,  fu  depositata una sentenza del Tar Campania sfavorevole al comune , dato che la Violante Costruzione aveva presentato un esposto sul ritardo del rilascio del permesso  a costruire. Sentenza , poi, che aveva avuto effetto con la nomina di un commissario ad acta, che nei fatti non si è mai dovuto insediare, visto che la pratica per il rilascio del permesso a costruire era proseguita, anche con la resistenza del sindaco sul fronte del passaggio consiliare,   relativamente alla  convenzione.

La Giunta Municipale, in testa il sindaco Fiengo , vengono di nuovo criticati per l’atteggiamento tenuto sul fronte delle tematiche urbanistiche ed edilizie. Si sentono ancora gli gli echi e le critiche  della clamorosa defaillance  del sindaco Fiengo avuta a margine della mancata costituzione in giudizio del Comune di Cercola contro la Holding immobiliare s.rl. , destinataria di un’ordinanza comunale di demolizione la n.2/2015, che colpì il Palazzone di via Don Minzoni. “Grazie” alla ritardata convocazione della giunta, convocazione di esclusiva prerogativa del sindaco, una settimana dopo la celebrazione del giudizio  amministrativo il comune è stato condannato alle spese ed oneri, oltre ad aver consentito l’apertura di uno spiraglio giuridico di mantenere in piedi un altro ecomostro , abbatutto e ricostruito, invece di iniziare la pratica per l’acquisizione al patrimonio comunale. Mentre l’art  71 delle NTA prevede, infine,  in quell’ARU 6, in assenza dell’approvazione dei piani di dettaglio, degli interventi esclusivamente di conservazione. Sulla testa dei govertnanti del comune di Cercola  piombano delle ombre fittissimE: da palazzo di vetro che voleva essere, il Municipio di Piazza Libertà è diventato un vero porto delle nebbie.

La perentorietà dell’intervento del segretario comunale  in merito all’obbligatorietà del passagGio in consiglio comunale della convenzione proposta a coloro che intendano costruire in zone di esclusivo  e parziale interesse pubblico, come imposto dalle NTA ed indicato dallo stesso Statuto Comunale, apre uno scenario inquietante che si affaccia anche sulle famigerate costruzioni in zone C4: palazzoni trasformati in centri commerciali nella Lottizzazione Carafa;  un altro in via Cavour , sarebbe occupato esclusivamente da studi professionali, riconducibile al vicesindaco Di Dato; ed altri ancora, sempre nelle parti visibili della città, ospitano asili nidi e scuole private. Infatti, visto che i relativi permessi a costruire non contengono la propedeutica convenzione, ed il relativo passaggio in consiglio comunale, noi ci chiediamo: ma il 70% di interesse pubblico imposto dal PRG nelle C4 chi lo ha garantito o meglio come è stato certificato? Tempi duri per i privati C4 che si “sono ingoiati” l’interesse pubblico: un caso vuole che i tecnici della casta e politici di prima e seconda repubblica sono coinvolti in progettazione, lavori e procedimenti amministrativi.  Senza dimenticare i profetti delle osservazioni prima che venisse pubblicata la Variante al PRG. Resta curioso anche il fatto che il capo dell’UTC , sotto commissariamento Fasano, bocciò tutti gli altri 28 progetti C4, per difetto di convenzione, perchè non ritirò anche  le concessioni già rilasciate, dato che soffrirebbero della stessa criticità?

Un quadro complicato aspetta la politica e la città impegnate nella procedure di formazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale:  se la politica, sul fronte edilizio ed urbanistico, non rispetta i dettati del responsabile Anti Corruzione e non si presenta in giudizio per difendere  gli interessi dei cercolesi,  probabilmente,  c’è da porre tanta attenzione.

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